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Archive for marzo, 2014

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The show must go on

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Ecco perché Saipem è crollata in borsa…

Molti di voi si ricorderanno il giorno che Saipem, senza nessun motivo apparente, perse quasi il 40% del suo valore in poche sedute di borsa… ebbene, a distanza di molto tempo, eccovi il motivo:

“L’amministrazione Obama, scrive il New York Times, persegue una «strategia aggressiva» che mira a ridurre le forniture energetiche russe all’Europa: essa prevede che la ExxonMobil e altre compagnie statunitensi forniscano crescenti quantità di gas all’Europa, sfruttando i giacimenti mediorientali, africani e altri, compresi quelli statunitensi la cui produzione è aumentata permettendo agli Usa di esportare gas liquefatto.
In tale quadro rientra la «guerra dei gasdotti»: obiettivo statunitense è bloccare il Nord Stream, che porta nella Ue il gas russo attraverso il Mar Baltico, e impedire la realizzazione del South Stream, che lo porterebbe nella Ue attraverso il Mar Nero. Ambedue aggirano l’Ucraina, attraverso cui passa oggi il grosso del gas russo, e sono realizzati da consorzi guidati dalla Gazprom di cui fanno parte compagnie europee. Paolo Scaroni, numero uno dell’Eni, ha avvertito il governo che, se venisse bloccato il progetto South Stream, l’Italia perderebbe ricchi contratti, come l’appalto da 2 miliardi di euro che la Saipem si è aggiudicata per la costruzione del tratto sottomarino. Bisogna però fare i conti con le pressioni Usa.”

Tratto dal blog di Gianni Fraschetti
Per leggere l’articolo completo clicca qui

Digressione

Stati Uniti e Russia: è tutta una questione di petrolio

Ricapitoliamo gli eventi geopolitici degli ultimi tempi e cerchiamo di capire cosa c’è sotto… Allora, come vi ricorderete, proprio mentre si tenevano i giochi olimpici di Sochi, che avrebbero riportato la Russia sotto i riflettori mondiali, scoppiava in Ucraina una rivoluzione (pilotata?) che portava il presidente Yanukovich ad una fuga verso Mosca. L’Ucraina, per chi non lo sapesse, possiede importanti riserve di gas naturale oltre che numerosi gasdotti che collegano la Russia con l’Europa. Ritornando agli eventi, proprio mentre sembrava che l’Ucraina fosse ormai “liberata” dal vecchio presidente, manifestando tra l’altro la volontà di alcuni dirigenti di aderire all’Europa, a sorpresa il presidente della Russia Vladimir Putin occupava la Crimea, un territorio strategico dell’Ucraina meridionale nonché “vedetta” del Mar Nero, con un esercito di ben 80.000 uomini. Del resto cosa avrebbe fatto l’America se fosse stata fomentata una rivolta in Messico?

Ma bando ai commenti, dopo pochi giorni dall’occupazione della Crimea, Putin indice un referendum per l’annessione della stessa alla Russia cui vota favorevolmente una grandissima maggioranza della popolazione essendo la Crimea una regione russofona. Pronti arrivano i commenti dell’America in primis ed in secondo luogo dell’Europa che dipingono come incostituzionale il referendum essendo stato quest’ultimo votato solo dalla Crimea e non dall’intera Ucraina. Dopo le accuse ecco che partono le prime sanzioni, da una parte e dall’altra… si tratta per lo più di sciocchezze come il congelamento di fondi di alcuni esponenti dell’oligarchia russa, peraltro annunciati alcuni giorni prima, a cui seguono risposte similari da parte di Mosca. La sanzione più pesante, per il suo livello simbolico, è stata l’esclusione della Russia, almeno per il momento, dal G8.

Ed ecco che arriviamo a questi giorni. Obama fa un bel viaggetto in Europa e dice: “Le sanzioni alla Russia saranno molto più pesanti di quelle adottate fin’ora. Andremo a colpire interi settori dell’economia Russa, in particolare quello del gas e del petrolio” tatà… “Non vi preoccupate amici miei, non rimarrete senza benzina e senza riscaldamento in quanto l’america darà a voi il gas e il petrolio che vi serve”. Per chi non lo sapesse l’America da alcuni anni ha avviato una politica di produzione energetica attraverso lo sfruttamento dello shale gas, gas naturale liquefatto ottenuto dalla frammentazione delle terre argillose, e di petrolio estratto con metodologie non convenzionali.

A mio avviso le cose sono andate pressapoco così: Obama e Putin, da buoni amici, hanno fatto finta di litigare, poi si sono messi d’accordo. Obama dice a Putin: “Dear Vladimir, facciamo così, noi abbiamo un sacco di gas e di petrolio da vendere, almeno quanto te… ora noi lo vendiamo all’Europa e tu ti cerchi nuovi acquirenti in Asia. La Cina e l’India possono essere degli ottimi partner, se vuoi ci metto la buona parola” sicché Putin risponde “Caro Barack… ma gli Europei non si incazzeranno per questo?” e Obama “Affatto, senti un po’, noi facciamo finta di litigare così la cosa sarà credibile… e poi non dimenticare che siamo stati noi Americani a salvarli dalle grinfie di Hitler!” e ancora Putin “Va bé… come dici tu. Però sé se ne accorgono è stata una tua idea”.

Neanche finisco di formulare questa ipotesi e cosa leggo? Molti giornali danno la notizia a grandi lettere “Gas e petrolio americano all’Europa”, ecco spiegato il motivo della visita. Apro i grafici e cosa vedo? Il petrolio che rompe la barriera dei 100 dollari e schizza verso l’alto ed il gas rimbalza dall’ultima correzione. E se proprio vogliamo essere precisi ecco spiegato perché da un po’ di giorni il Dow Jones (settore industriale) sovraperforma il Nasdaq (settore tecnologico). Come vi ricorderete alcuni giorni fa avevo aperto uno spread su questi due indici ed oggi, in vista della mia idea, ho deciso di incrementare le mie posizioni long sul petrolio e sul gas naturale. E che vi devo dire, facciano pure quello che vogliono, noi ci adattiamo… ah, un’altra cosa, non dimenticate mai le parole vecchio buon Andreotti: “A pensare male finisce che ci si indovina”.

U.S. President Obama laughs while talking with Russian counterpart Putin before the first session of the G20 Summit in Los Cabos

Digressione

Creare un giornale online

Con l’aumento massiccio dei nuovi media digitali, quali soprattutto smartphone e tablet di ultima generazione, più veloci e più potenti, evolve di pari passo l’attenzione al mondo della comunicazione e dell’informazione in una nuova veste. Le notizie diventano più immediate e pervasive raggiungendo tutti gli ambiti e gli spazi vitali delle persone. Attraverso le app, le email, gli alert e i social network vengono veicolati quotidianamente una miriade di link che rimandano ai principali siti informativi.

Tale flusso di news genera una vera e propria rete di contenuti in grado di allargare a dismisura il campo di opinione delle persone. Se fino a qualche tempo fa l’essere informati su ciò che accade nel mondo era appannaggio dei pochi assidui lettori dei quotidiani cartacei, oggi, con i giornali online e le nuove tecniche di diffusione delle notizie, ognuno di noi diviene un vero e proprio leader di opinione.

Alla luce di queste considerazioni, per chiunque voglia diventare un editore inteso nell’accezione moderna del termine, diviene quanto mai fondamentale comprendere le logiche che caratterizzano le attuali società della comunicazione e dell’informazione. Bisogna così capire le abitudini delle persone, i media utilizzati e i trend in voga, adattandosi costantemente al mutare di queste dinamiche. Attraverso lo studio, l’innovazione e la ricerca si può così seguire il flusso dei lettori e raggiungere il successo nel panorama frastagliato e concorrenziale dei nuovi media.

E’ proprio sull’informazione online, oggi, che si basa il successo di qualsiasi iniziativa editoriale (ma anche commerciale). Secondo le stime attuali gli utenti di internet superano abbondantemente i 2,5 miliardi e sono destinati ad aumentare grazie al continuo sviluppo delle economie emergenti e di frontiera. Internet offre l’opportunità, quindi, di mettersi in contatto con un numero elevatissimo di persone in tutto il mondo, scavalcando i confini territoriali e abbattendo quasi del tutto i costi. Nessun altro strumento, attualmente, è in grado di garantire un risultato anche lontanamente simile.

Sulla base di queste considerazioni, consiglio a chiunque voglia intraprendere una seria attività di comunicazione, sia per fini informativi che per fini commerciali, di sfruttare l’opportunità vincente di raggiungere un ampio numero di persone attraverso la costruzione di un giornale online, potenziato dall’utilizzo delle più efficaci tecniche inerenti la comunicazione digitale in chiave 2.0.

Vuoi saperne di più? Scarica il mio ebook “Creare un Giornale Online” cliccando qui

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Long Dow Jones short Nasdaq

Come vi ricorderete, alcuni giorni fa ho fatto un’operazione in spread che ha dato molte soddisfazioni longando Fib e shortando Dax (addirittura ho guadagnato su entrambe le gambe dello spread). Oggi, alla luce della difficile lettura di questi mercati, ho deciso nuovamente di non decidere in merito alla direzione di fondo ed ho pertanto riaperto uno spread longando Dow Jones e shortando Nasdaq. Il campanello d’allarme è stato l’improvviso crollo dell’indice tecnologico americano con tutti gli altri mercati ben comprati ed un’inattesa forza del Dow Jones che potrebbe continuare anche nei prossimi giorni. Ricordo a tutti che le operazioni in spread, per essere market neutral, devono essere bilanciate equiparando le quantità in acquisto e quelle in vendita. Lo spread può essere aperto sia con i future che con dei comodi etf a leva (io ho usato quelli quotati in America). Che dire… che il mercato faccia quello che vuole, noi ci adattiamo!!!

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Cosa ci porteranno domani le tre streghe?

Sui mercati, si sa, il giorno delle tre streghe è sempre un giorno particolare. Questo può portare doni e felicità come morte e disperazione… occorre fare attenzione per i poveri trader in quanto le scadenze tecniche di future e opzioni possono generare movimenti erratici nei sottostanti! Io che non adoro fare scommesse, soprattutto quando regna l’incertezza come in questo momento, consiglio di stare hedgiati lavorando in spread. L’operazione short dax long fib, come postato qualche giorno fa, ha dato molte soddisfazioni e credo che possa continuare a lavorare bene ancora per un po’… tuttavia, per chi non vuole assumersi rischi, sarebbe meglio rimanere fuori dal mercato e aspettare segnali più chiari, magari già lunedì. Attenzione ai segnali provenienti dalla Cina, in questa fase di incertezza possono essere un buon lending indicator!!!

eccoci-alle-tre-streghe-i-mercati-mondiali-so-L-VCfS-f

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E intanto la Russia…

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Immsi e Alitalia +12,73%

Questo video è dedicato a tutti quelli che stamattina come me hanno comprato IMMSI, società quotata presente nel gruppo di controllo di Alitalia!

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La via del guerriero

A pochi giorni dall’apertura del blog abbiamo parlato già di diversi argomenti spaziando dalla finanza alla comunicazione fino ad arrivare alla gastronomia molecolare con l’esperimento della sferificazione del caffè.

Oggi vorrei introdurre invece un nuovo argomento a me caro, quello delle arti marziali. Sono ormai diversi anni che pratico con costanza e dedizione il wing chun, un’arte marziale cinese che trae origine dalla cultura dei monaci taoisti.

Il discorso di oggi non entra nel merito del wing chun o nel confronto tecnico tra le discipline ma vuole parlare di un concetto comune a tutte le arti marziali: la via (o il tao come direbbero i cinesi) del guerriero. Tale aspetto, in apparente contrasto con le implicazioni etiche di chi si dichiara contrario alla violenza e alla guerra, in realtà nasce da un profondo senso di pace ed armonia con sé stessi ed il mondo che ci circonda.

Dal punto di vista taoista, infatti, l’uso della violenza non è mai finalizzato all’esternalizzazione di pulsioni di rabbia e di odio piuttosto al ricorso necessario, in casistiche particolari e non riconducibili alla nostra volontà, a soluzioni pratiche il cui obiettivo è il ripristino della pace e dell’equilibrio attraverso azioni proporzionate alla situazione stessa.

Il guerriero, essere determinato ed impassibile difronte al pericolo, riesce a svuotare la propria mente e a liberarsi dall’emotività che il combattimento comporta. In quell’istante egli allontana sia i fantasmi del passato che quelli del futuro partecipando appieno al “qui e ora”. In quel preciso istante egli è in armonia con sé stesso e con la realtà che lo circonda, accetta il proprio avversario e si sintonizza con lui. L’ego scompare ed egli agisce senza pensare, l’azione libera dal pensiero diventa pura, il combattimento da mero scontro di due energie diventa arte. L’obiettivo ultimo cessa di essere la vittoria ma diviene il combattimento stesso. La vittoria da fine agognato diviene la conseguenza necessaria di un’azione perfetta.

Questo è a mio avviso ciò che un guerriero, in ogni campo della vita, deve ricercare. Egli non deve mai dimenticare che un’azione pura può essere tale solo quando è libera dall’ego. Il guerriero è un tramite attraverso il quale può fluire l’arte, e non sto parlando dell’arte del combattimento ma dell’arte della vita.

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Non farm payrolls

A breve usciranno i non farm payrolls. Girano rumors di un dato più basso del previsto giustificato in parte (forse) dal maltempo. Vedremo…