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Archive for marzo, 2015

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Finanza Facile – Campobasso 25/03/2015

Sintesi del mio intervento al seminario promosso da Widiba, “Finanza facile”: le politiche economiche straordinarie e come proteggersi dall’erosione del potere d’acquisto

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Tanto tuonò che piovve: il punto della situazione sui mercati finanziari

fulmine_pioggia

Oggi, dopo tanta attesa, sembra che i mercati finanziari stiano prendendo finalmente una pausa. Erano mesi che i listini azionari salivano senza soste ed un sano e salutare storno non potrà che far bene.

“Casualmente” i mercati hanno aspettato le scadenze tecniche di marzo e sempre “casualmente” hanno deciso di stornare quando oramai erano tutti spudoratamente long, ma questo è un’altro discorso.

Ora tocca capire se trattasi di acquazzone o di pioggerella estiva. Bisogna monitorare attentamente i livelli di prezzo per entrare sull’azionario europeo ed italiano, magari programmando una serie di acquisti su uno o più livelli.

Nel frattempo venerdì io ho shortato S&P 500 approfittando della debolezza relativa del listino americano. Per quanto riguarda le materie prime invece, chi ha seguito il mio consiglio di acquistare settimana scorsa, oggi è già in guadagno e potrebbe prendere parte dei profitti avendo raggiunto un primo target di breve.

Buon acquazzone… o pioggerellina, sperando che non siate tra quelli entrati sui massimi.

Bye bye

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La FED perde la “pazienza” ed il dollaro scende

dollaro

Oggi, 18 marzo 2015, la Federal Reserve ha comunicato la sua guidance di politica monetaria. “Cosa è successo esattamente e quali sono le implicazioni a livello economico e monetario?” Cerchiamo di fare il punto della situazione. L’America, in pratica, dopo la crisi dei mutui subprime del 2008, ha adottato misure di politica monetaria non convenzionali finalizzate a sostenere l’economia del Paese in un momento di difficoltà. Oggi, alla luce del miglioramento del mercato del lavoro statunitense, tali misure si apprestano a divenire più restrittive al fine di evitare un surriscaldamento dell’economia. In altri termini la Federal Reserve si sta avviando gradualmente verso una normalizzazione della politica monetaria che passa inevitabilmente attraverso il rialzo dei tassi di interesse.

Questa situazione ha portato ad una fortissima rivalutazione del dollaro nei confronti delle altre valute, rivalutazione che è avvenuta molto velocemente, ben prima che ci fosse il famigerato rialzo dei tassi. Ciò che spicca dai verbali di stasera è l’eliminazione della parola “pazienza” inerente il primo rialzo dei tassi che potrebbe avvenire già nelle prossime riunioni. Secondo la logica che governa la dinamica dei prezzi, tale situazione avrebbe dovuto spingere ancora più in alto il valore del biglietto verde, tuttavia si è verificato l’effetto opposto. In pratica, dopo una folle corsa partita dall’estate del 2014, assistiamo oggi ad un arresto della valuta a stelle e strisce (temporaneo?) proprio quando la logica vorrebbe far intendere il contrario.

Da un punto di vista tecnico, a prescindere dalle parole che lasciano il tempo che trovano, in effetti già da alcuni giorni si notava uno strano aumento delle quantità di dollari scambiati proprio in prossimità della soglia psicologica di 100 (dollar index). Un effetto analogo si nota anche sul cross euro-dollaro che ha guadagnato ben due figure in poco più di un’ora dalla comunicazione dei verbali. Un’altra reazione interessante c’è stata poi sulle materie prime che hanno subito approfittato della debolezza del dollaro per mettere a segno alcuni punti percentuali di rialzo. Anche gli indici americani sembrano a prima vista aver festeggiato, ma rimangono ancora deboli gli indici europei (parliamo naturalmente di debolezza relativa vista la folle corsa degli ultimi mesi).

Come interpretare operativamente tali indicazioni? Io personalmente ho coperto buona parte della posizione in dollari attraverso un’operazione in marginazione sul forex, essendo questi ultimi investiti in materie prime che dovrebbero beneficiare di una svalutazione della valuta americana (scusate la cacofonia). Per chi non avesse posizioni aperte potrebbe invece provare un long euro-dollaro o acquistare materie prime (oro, argento, gas, petrolio sono quelle che seguo) hedgiandosi dall’effetto cambio in quanto le materie prime sono scambiate in dollari.

P.S. Dal grafico postato si vede bene l’aumento dei volumi di scambio sul dollar index

Per informazioni su strategie di investimento, partnership e collaborazioni potete contattarmi via email: alemasmail@gmail.com

dollarindex

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I mercati finanziari possono salire senza soste?

ftsemib

I mercati finanziari possono salire senza soste? È la domanda che si stanno facendo tutti da quando, complici le aspettative del Quantitative Easing di Super Mario Draghi, gli indici azionari hanno intrapreso una salita quasi verticale all’insegna di un toro impazzito che in breve tempo ha spazzato via tutti i ribassisti.

I rialzi sul nostro indice, dai minimi del 16 dicembre agli attuali massimi di oggi, 10 marzo, hanno segnato una performance di oltre 27 punti percentuali in meno di 3 mesi. Un record storico considerati i risultati pessimi degli ultimi anni.

In base alle proiezioni dell’analisi tecnica, sul nostro FTSEMIB, ci troviamo ancora nella parte bassa di un canale di progressione che proietta un target di arrivo all’incirca a 37.000 punti indice. Inoltre stiamo vivendo una condizione macroeconomica particolarmente favorevole e fiorente per l’Europa (vedi l’articolo Una nuova era: il mondo dopo la BCE).

Sempre da un punto di vista tecnico, tuttavia, siamo a ridosso di un’importante resistenza, un doppio massimo sito all’incirca a 22.500 punti che potrebbe rallentare la corsa verso i target più ambiziosi.

Un’altra considerazione invece riguarda il piano di acquisto di titoli governativi della BCE (Quantitative Easing) iniziato il 9 marzo. Solitamente i mercati sono mossi dalle aspettative ed i player più importanti anticipano i movimenti finanziari per poi vendere sulla notizia… il classico “buy the rumors sell the news”.

In ultimo occorre considerare gli elevati prezzi dell’equity in America che, sempre sulla base delle aspettative degli analisti, si accingerebbe a rialzare i tassi di interesse sul dollaro in tempi relativamente stretti.

Alla luce di tali considerazioni, pertanto, la migliore strategia a mio avviso è quella di prendere parte dei profitti realizzati in questo periodo o di alzare gli stop profit e di aspettare prezzi più bassi o rotture di importanti resistenze per ulteriori nuovi acquisti. Più rischioso invece impostare operazioni ribassiste considerando che il trend, fino a prova contraria, rimane impostato al rialzo.