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Zombie

Camminano alienati per le strade cittadine. Hanno lo sguardo perso nel vuoto. Hanno fretta e sono sempre ingabbiati nei loro pensieri. Corri, corri, lavora! E’ lo schiavo della società di oggi. Un, due, tre, alzati la mattina presto per andare a lavoro. Un, due, tre, la spesa. Il traffico. La fila alle poste. Oh merda è arrivata una cartella esattoriale… eppure l’avevo pagata quella tassa! Burocrazia del cazzo. Sistema corrotto e malato. Ma chi? Ma cosa? E’ lo Stato bellezza! E’ stato istituito per difenderti e proteggerti da questo mondo cattivo. Lo stato ti vede e ti controlla. E’ uno stato premuroso che vuole trasformarti, te barbaro incivile, in un bravo cittadino. Dove sei? Cosa fai? Quanto hai guadagnato? Come hai speso i tuoi soldi oggi? Posta, posta. Pubblica, condividi. Composto, stai composto. Mettiti quel vestito che devi fare una bella impressione e non dimenticarti di pettinare bene i capelli. Oh cazzo c’è una capello fuori posto. Che strano… sono giorni che mi pettino eppure quel maledetto capello non vuole mettersi a posto. Vai a posto, altrimenti come farò ad uscire. Un solo capello, uno solo. La colpa è tutta di quel maledetto singolo capello. Bah, speriamo che nessuno se ne accorga. Esco. Vedo facce bianche. No, non proprio bianche. Vedo facce, punto. Ma chi? Ma cosa? E’ lo Stato bellezza! Sono qui per proteggerti. Sono qui per difenderti. Sono qui per nutrirti. Zombie.

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